Il sistema d’impresa in Puglia

Nei registri delle imprese pugliesi sono censite circa 380.000 imprese, che pervadono tutti i comparti economici. E’ un risultato che fa della Puglia la nona regione d’Italia e la seconda del Sud dietro la Campania. Il territorio conta un numero di aziende pari al doppio di Liguria e Abruzzo e al triplo di Trentino e Umbria. La Puglia, come tutta l’Italia, ha la peculiarità di un diffuso sistema soprattutto di PMI e anche di microimprese, eppure sono quasi 100 aziende regionali che nel 2018 hanno superato i 50 milioni di € per valore della produzione. E quindi possono essere considerate il fior fiore dell’imprenditoria regionale.

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Cinque anni fa erano 20 in meno. Fra queste aziende vi è anche una presenza non marginale di imprese a capitale pubblico, pur trattandosi principalmente di imprenditoria privata. E poi ci sono circa 8mila imprese che superano il milione di euro l’anno di fatturato. E’ questo il nerbo della nostra impresa, la locomotiva della regione. Si va dall’agroindustria alla grande distribuzione, dal commercio alle infrastrutture, dai trasporti alla lavorazione del legno, dalla chimica alla meccatronica, dalla farmaceutica al turismo.

 

Report sul sistema d'impresa in Puglia e sulla sua evoluzione storica

Turismo

Manifattura

Agricoltura

Costruzioni ed Attività Immobiliari

Commercio

Servizi alla Persona

Una Regione a macchia di leopardo

La regione denota, sia pure a macchia di leopardo, una economia vivace e variegata, che appare in chiara ripresa dopo i pesanti strascichi della recessione iniziata nel 2008. Dal 2009 al 2014 vi era stata una contrazione ininterrotta del numero di imprese, ma attualmente i dati si sono stabilizzati, con una ripresa sia degli indicatori economici, sia del desiderio di fare impresa.

E’ possibile affermare che la congiuntura internazionale sfavorevole abbia operato in Puglia una selezione darwiniana, che ha lasciato sul campo le sue vittime, ma ha reso i sopravvissuti più forti. Rispetto al periodo pre-crisi il quadro del numero di imprese per comparto ha visto una netta contrazione del lapideo, dell’agricoltura e delle costruzioni, mentre sostanzialmente non ha subito tracolli il commercio. Sono cresciute invece per numero le aziende operanti nei servizi all’impresa o alla persona, nell’indotto turistico e ristorativo, nelle attività finanziarie e assicurative.

Un terzo dell’EBIT (risultato ante imposte e mutui) del sistema imprenditoriale di Puglia deriva ad oggi dalle attività manifatturiere. Un altro terzo della torta deriva invece dal commercio e dalle costruzioni messe insieme. I risultati dei servizi alle imprese sono un po’ indietro, (143 milioni di euro) ma risultano in forte crescita.

Negli ultimi 3 anni le imprese che hanno presentato bilancio (società di capitali) hanno investito più di 3 miliardi di euro nelle proprie attività. Aggregando i loro bilanci, si scopre che sono aumentati i loro costi del personale e contemporaneamente quelli di produzione, il che vuol dire che hanno allargato sia la generazione di prodotti-servizi che la forza lavoro. Come conseguenza, sono migliorati molti dei principali indicatori economici, dal patrimonio netto al fatturato, dal risultato ante imposte all’utile di esercizio.

L’Export Pugliese

L’export pugliese a sua volta supera agevolmente gli 8 miliardi di euro per valore delle merci in uscita, un risultato che ne ha fatto un fattore trainante della ripresa, come nel resto del Paese. Ci sono settori che hanno performance notevoli all’estero, con un forte protagonismo del manifatturiero, ma anche del primario. I grandi numeri li fanno i mezzi di trasporto (sia l’automotive, sia l’aerospaziale) e al secondo posto il farmaceutico. Non c’è però solo spazio per la grande industria, perché a ruota vi sono settori che negli ultimi anni hanno dinamiche molto effervescenti, per esempio la meccatronica, ma anche la metallurgia (trainata dall’ILVA), la chimica, il vino, l’ortofrutta, l’industria di trasformazione alimentare, la moda.

La Puglia e i numeri

Negli ultimi 3 anni le imprese che hanno presentato bilancio (società di capitali) hanno investito più di 3 miliardi di euro nelle proprie attività. Aggregando i loro bilanci, si scopre che sono aumentati i loro costi del personale e contemporaneamente quelli di produzione, il che vuol dire che hanno allargato sia la generazione di prodotti-servizi che la forza lavoro. Come conseguenza, sono migliorati molti dei principali indicatori economici, dal patrimonio netto al fatturato, dal risultato ante imposte all’utile di esercizio. L’export pugliese a sua volta supera agevolmente gli 8 miliardi di euro per valore delle merci in uscita, un risultato che ne ha fatto un fattore trainante della ripresa, come nel resto del Paese.

Ci sono settori che hanno performance notevoli all’estero, con un forte protagonismo del manifatturiero, ma anche del primario. I grandi numeri li fanno i mezzi di trasporto (sia l’automotive, sia l’aerospaziale) e al secondo posto il farmaceutico. Non c’è però solo spazio per la grande industria, perché a ruota vi sono settori che negli ultimi anni hanno dinamiche molto effervescenti, per esempio la meccatronica, ma anche la metallurgia (trainata dall’ILVA), la chimica, il vino, l’ortofrutta, l’industria di trasformazione alimentare, la moda.