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Consultazione della Commissione Europea sulle microplastiche

Unioncamere Puglia, in qualità di partner della rete EEN, promuove la partecipazione delle micro/piccole e medie imprese al questionario della Commissione europea su un’eventuale nuova normativa europea in materia di microplastiche. Tale normativa imporrebbe a tutte le imprese che producono, manipolano, trasformano, trasportano e immagazzinano pellet di plastica nell’Unione europea di adottare buone pratiche intese a prevenire, contenere e ridurre le fuoriuscite e le perdite di pellet di plastica nell’ambiente (suolo, acqua, aria).
Il questionario mira a comprendere meglio l’impatto che questa nuova normativa europea potrebbe avere sulle imprese, in particolare le microimprese e le piccole imprese.

PREMESSA

1) Cosa sono i “pellet di plastica”?
I pellet di plastica sono anche detti granuli, granulati, granelle ecc. Nella norma ISO 472:2013 sono definiti come “una piccola massa di materiale da stampaggio preformato avente dimensioni relativamente uniformi in un dato lotto, usata come materia prima per le operazioni di stampaggio ed estrusione”. Nella presente indagine il concetto di pellet di plastica comprende anche fiocchi e polveri provenienti da materiali grezzi o riciclati.

2) Che cosa si intende per “fuoriuscite e perdite” di pellet di plastica?

Una “fuoriuscita” si verifica quando i pellet di plastica escono dal loro contenitore primario, ad esempio dall’imballaggio o nel corso del processo operativo. Una fuoriuscita non comporta necessariamente la dispersione dei pellet nell’ambiente, ad esempio in caso di pulizia immediata.Una “perdita” di pellet nell’ambiente è la conseguenza di una fuoriuscita non contenuta: i pellet raggiungono il suolo, l’acqua o l’aria senza essere recuperati.
La Commissione ha stimato che ogni anno nell’UE si perdono involontariamente tra le 134 000 e le 198 000 tonnellate di pellet di plastica nell’ambiente.

3) Cosa si intende per “buone pratiche” intese a ridurre il rischio di fuoriuscite e perdite?
Le imprese possono adottare buone pratiche intese a ridurre le fuoriuscite e le perdite, quali ad esempio:

– istituire procedure intese a prevenire, contenere e ridurre le fuoriuscite e le perdite, con ruoli e responsabilità chiaramente definiti per il personale coinvolto;
– istituire un sistema di monitoraggio volto a stimare ogni anno le fuoriuscite e le perdite e a segnalare sistematicamente eventuali episodi di fuoriuscita;
– individuare tutti i luoghi e i processi che comportano un rischio di fuoriuscite e perdite;
– sottoporre le procedure atte a evitare fuoriuscite e perdite a regolare controllo o certificazione esterni;
– predisporre sul luogo di lavoro materiale visivo (ad esempio segnaletica, cartelloni) e istruzioni (ad esempio manuali di formazione, protocolli da attuare in caso di fuoriuscite) chiari;
– fornire una formazione costante a tutto il personale coinvolto;
– predisporre attività di pulizia giornaliera e mettere a disposizione attrezzature per la pulizia in tutti i luoghi interessati;
– installare attrezzature specifiche (ad esempio attrezzature per la rimozione delle polveri, aspirapolveri, filtri);
– predisporre attività di controllo e pulizia per tutti i mezzi che escono o entrano nel sito;
– predisporre attività di controllo per tutti gli imballaggi utilizzati per il trasporto o lo stoccaggio dei pellet (per evitare danni e lacerazioni);
– utilizzare solo imballaggi ermetici, resistenti alle forature e sigillati (ad esempio contenitori sigillati, octabin rigidi riutilizzabili, sacchi di plastica più spessi) per il trasporto e lo stoccaggio dei pellet.

L’impresa può dare il proprio contributo, in forma anonima, compilando on line il questionario che segue, cliccando sul link. Scadenza 22 febbraio 2023.

http://ec.europa.eu/eusurvey/runner/SME_Panel_Microplastics_Plastic_pellets

 

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