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Puglia, economia a due velocità: crescono imprese e risparmio, frenano innovazione e lavoro

La fotografia in chiarioscuro dell’economia regionale nell’ultima rilevazione Data View

Nell’ultima rilevazione Data View – Unioncamere / Centro Studi Tagliacarne (29 aprile 2026) i dati congiunturali della Puglia restituiscono una fotografia in chiaroscuro dell’economia regionale, sospesa tra segnali di resilienza e fragilità strutturali. Il quadro complessivo evidenzia infatti cinque indicatori su dieci superiori alla media nazionale, elemento che suggerisce una capacità del sistema economico pugliese di mantenere una certa tenuta in una fase complessa del ciclo economico .

Sul fronte produttivo, il dato delle imprese attive (+0,1%) appare particolarmente significativo, soprattutto se confrontato con il calo nazionale (-0,9%). È un segnale di stabilità del tessuto imprenditoriale, che in Puglia continua a mostrare una certa vitalità nonostante un contesto generale meno favorevole. Positivo anche l’incremento delle realtà del Terzo settore iscritte al RUNTS (+9,5%), superiore al dato italiano (+6,2%), a conferma di una crescente strutturazione del mondo associativo e sociale, ormai parte integrante del sistema economico e occupazionale regionale .

Più articolato il discorso sulle esportazioni: la crescita del +2,6% indica una buona capacità competitiva delle imprese pugliesi sui mercati esteri, ma resta inferiore alla media nazionale (+3,3%). Questo suggerisce che la vocazione all’internazionalizzazione c’è, ma necessita di un ulteriore rafforzamento, soprattutto in termini di innovazione e diversificazione dei mercati di sbocco .

Il vero punto critico emerge però dal dato sulle start-up innovative, in calo dell’11,4%, un arretramento ben più marcato rispetto al -3,5% nazionale. È forse l’indicatore più preoccupante, perché segnala una difficoltà dell’ecosistema innovativo regionale nel consolidarsi e crescere. In un’economia che punta sempre più sulla transizione digitale e tecnologica, questo rappresenta un campanello d’allarme importante .

Anche il mercato del lavoro presenta ombre. Gli occupati diminuiscono dello 0,3%, in controtendenza rispetto al +0,8% italiano. Tuttavia, il forte aumento delle entrate previste di lavoratori nelle imprese extra-agricole (+2,2% contro il -0,8% nazionale) lascia intravedere una possibile inversione di tendenza nei prossimi mesi, segnalando una domanda di lavoro in ripresa .

Sul piano finanziario, il rafforzamento dei depositi bancari e del risparmio postale (+4,2%) e l’aumento dei prestiti alle attività economiche (+1,2%) rappresentano segnali incoraggianti: famiglie e imprese sembrano mantenere fiducia nel sistema creditizio, mentre il credito torna a sostenere, seppure moderatamente, l’attività produttiva. Allo stesso tempo, il calo delle ore di cassa integrazione (-4,2%) è un ulteriore indicatore di minore sofferenza nel sistema produttivo .

Nel complesso, la Puglia si conferma una regione dinamica, con buoni margini di crescita e una capacità di reazione superiore alla media in alcuni comparti chiave. Restano però nodi strutturali da sciogliere: innovazione, occupazione stabile e mercato immobiliare. La sfida dei prossimi mesi sarà trasformare i segnali positivi in crescita consolidata, evitando che le fragilità emergenti rallentino il percorso di sviluppo.

C.C.I.A.A. di Bari
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