«La transizione green non è solo un obbligo, ma una grande opportunità per il sistema produttivo. E’ una consapevolezza che va diffondendosi e i dati lo dimostrano: un’impresa su tre ha già investito in questa direzione, perché conviene ed è l’unica strada possibile per affrontare le sfide future.Con la conclusione del PNRR entriamo però in una fase più complessa, segnata da crisi continue e da un forte clima di incertezza. È questo oggi il vero grande problema per le imprese: un contesto instabile, fatto di emergenze che si susseguono e che rischiano di rallentare lo sviluppo dei territori, anche nel Mezzogiorno».
Lo ha dichiarato il segretario generale di Unioncamere Puglia, Luigi Triggiani, intervenenendo stamattina, al Teatro Piccinni di Bari, agli Stati Generali dell’Ambiente in Puglia, con Natale Mariella, presidente della Sezione regionale dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Scopo dell’incontro a cadenza annuale, organizzato da Ricicla.tv con altri partner istituzionali, è quello di analizzare i risultati e le prospettive della green economy e dell’economia circolare in Puglia, favorendo il dialogo tra il mondo produttivo e i decisori politici.
«Al netto dell’incertezza che sembra diventata il comune denominatore – ha proseguito Triggiani – non possiamo rinunciare a programmare. In Puglia abbiamo avviato da tempo percorsi concreti, come il progetto PEC sull’economia circolare, attività di formazione e iniziative per accompagnare le imprese verso modelli più sostenibili. La vera sfida è culturale: costruire una sostenibilità che non sia solo per attrarre visitatori, ma per migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle imprese. È un impegno che riguarda tutti, perché il futuro passa dalla capacità di prenderci cura del nostro territorio».
Nel suo intervento Mariella ha evidenziato come oggi, «la vera chiave di volta è la sinergia istituzionale. Lo dimostra il lavoro che stiamo portando avanti con la Regione Puglia e Unioncamere Puglia, a partire dal protocollo sui sottoprodotti, che è arrivato al suo quarto anno. Questo è il segno di una collaborazione solida, concreta. Abbiamo costruito un vero ecosistema, non solo tra istituzioni ma tra persone che si conoscono, condividono obiettivi chiari e lavorano insieme nella stessa direzione.
Dieci anni fa l’Albo era percepito come un ufficio burocratico, quasi sconosciuto agli enti locali. Oggi siamo invece parte di un sistema che dialoga, collabora e produce risultati concreti per le imprese e per i cittadini».



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